Il primo libro di Cara Delevingne: Mirror mirror

Cara Delevigne - Mirror Mirror

By Narrativa

Cara Delevingne è la donna più bella del mondo. Credo. Ma comunque ha anche tante altre qualità, come saper suonare, cantare e scrivere.
Quest’anno ha pubblicato il suo primo libro, una storia per Young adult che non brilla certo per originalità, ma che racconta benissimo il disagio dei giovani emancipati di oggi al suono delle band della scuola e al ritmo dei social network.


Chiariamoci subito, il libro non è un capolavoro, se Cara volesse intraprendere davvero una carriera da autrice dovrebbe partire da ben altri propositi e farsi aiutare da ben altri ghost writer, certo, ma come primo affondo nel territorio letterario, lasciamo che sia, let it be.

La storia è quella di un gruppo di amici: Red, Leo, Naomi e Rose che hanno deciso di affidare le loro sorti a quelle di una rock band senza troppe pretese, se non quella di farli sentire uniti come una famiglia e forse ancor di più dato che fare musica insieme rimane l’unica risorsa possibile per poter dividersi dal mondo dei grandi e poter avere quanto meno la probabilità di un riscatto sociale.
Ma ad un certo punto Naomi scompare per poi essere ritrovata in condizioni disperate nelle acque del Tamigi, in una Londra nebbiosa e oscura ai più.

In un romanzo in cui lo scioglimento, affrettato, si ha tutto nelle ultime concitate pagine, nonostante la mancanza di una certa originalità nella descrizione dei personaggi, la loro stessa storia e le loro peculiarità riescono ad emergere in maniera forse sin troppo concitata in brevi “spot” che li vedono alle prese con le loro faccende quotidiane, le loro famiglie, le loro attività e i loro rapporti con il mondo esterno, abbandonati in un sistema scolastico che non riesce a dar loro una strada e fagocitati da una società aggressiva dalla quale tentano di difendersi digrignando i denti azzannando ogni problema con la forza giovanile dell’irriverenza e della caparbietà.

Uno dei tratti che più contraddistinguono “Mirror mirror” è la mancanza, quella di una direzione, di un futuro e soprattutto di una linea guida all’interno dell’adolescenza, delle “cose brutte” che finiscono per portare via amici conducendoli quasi alla morte. Il libro parla dell’assenza di Naomi, è costruito sulla storia che sta alla base della sua mancanza, e capitolo dopo capitolo cerca di arrivare a capire il perché della sua condizione, a scovare i colpevoli e il loro modo di continuare a confondersi attraverso la gente comune, come se niente fosse accaduto.

Consiglio di leggerlo? Beh, se avete un po’ di tempo e volete svagarvi senza troppe pretese forse sì, anche se ci sarebbero molti altri testi ancora più interessanti. Ma insomma, non vorrete mica deludere il bel faccino di Cara Delevingne?
Non so se leggerò altra letteratura Young adult, forse leggerò il seguito di Mirror Mirror, forse no. Forse ho capito di non essere ancora cresciuto abbastanza, in fondo credo ancora di poter fare “tutto quello che voglio”.

Last modified: luglio 5, 2018

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