Revolutionary Road, un capolavoro americano

Revolutionary Road

By Narrativa

In molti mi avevano consigliato di leggere Revolutionary Road di Richard Yates. Ho sempre rimandato, dando per assodato che sarà sicuramente una buona lettura, da intraprendere poi, d’estate, nei periodi di svago e di più libertà.
Poi ho visto la nuova edizione del libro allo stand della Minimum Fax al Pisa Book Festival e mi sono destato dal mio torpore letterario acquistando a scatola chiusa proprio questo romanzo assieme ad una raccolta di racconti dello stesso autore intitolata 11 solitudini che però, al momento, giace ancora nella mia libreria in attesa di essere sfogliata.

Ma Revolutionary Road, iniziato così un sabato pomeriggio è stato come una rivelazione che forse non ero pronto per accogliere nella sua devastante drammaticità che mi ha tenuto incollato per oltre 400 pagine in attesa, spasmodica, di uno scioglimento finale tra i più sorprendenti, credo, dell’intera letteratura americana.

“Il complesso residenziale di Revolutionary Hill non era stato progettato in funzione di una tragedia”

Frank e April Wheeler sono una coppia del ceto medio che abita nelle pereferie di New York. Lui, Frank, ha un buon lavoro, una moglie affettuosa, una vita tranquilla, trascorsa placidamente tra serate con gli amici e qualche attività ricreativa. Lei, April, è la tipica madre americana, perfetta nei gesti e nella vita quotidiana, sicura di sé e forse bisognosa di una maggior dinamicità nella vita professionale, che, al momento, è assimilabile a quella di “mamma” e moglie a tempo pieno. I Wheeler sognano di andare in Europa, a Parigi, assieme ai figli, ed iniziare una nuova vita. Lo dicono a tutti e si preparano a partire. Poi qualcosa sconvolge la loro vita, fino ad una conclusione drammatica e inattesa. La drammaticità degli eventi è così vissuta con vicinanza da parte del lettore per una tecnica narrativa meravigliosa da parte di Yates, che riesce a descrivere perfettamente gli stati d’animo dei personaggi fino a farli entrare in empatia con chi legge, sondando le loro paure e i loro ricordi, facendo capire benissimo i loro pensieri e persino le loro gestualità ricorrenti.
Revolutionary Road è un libro da leggere tutto d’un fiato per non perdere nemmeno uno dei dettagli con cui viene descritta una storia tragica ma allo stesso tempo fortemente allegorica di una classe sociale che oggi è scomparsa ma che ha costruito almeno la seconda metà del ‘900 in un clima di apparente sicurezza e sviluppo sociale all’insegna della libertà e della emancipazione.

Le parole di Yates, il modo in cui vengono descritte le storie e i ricordi che stanno alla base dell’intreccio sono un esempio di come sia stato possibile realizzare un vero gioiello narrativo novecentesco, da cui è stato tratto un film degnamente all’altezza. Un romanzo da avere e conservare, come testimonianza di un’America che è cresciuta nonostante gli errori e i sogni di una generazione che è andata scomparendo con le epiche e travagliate sorti del blocco occidentale.

Last modified: luglio 5, 2018

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