St. Vincent – Masseduction

Sono davvero tanti anni da quando non ascolto un’artista come Annie Frank. In milioni di ipotesi sarebbe stato difficile pensare di poter collezionare pochi album, così diversi tra loro da riassumere nella loro esistenza una intera carriera musicale. Questo vuol dire avere carattere o forse no, significa solo avere tanta fantasia ed essere capaci di mettere in musica idee più forti di qualsiasi clichè cui oggi la musica alternativa aspira ad appiattirsi perdendo il proprio senno.

St. Vincent è un progetto che col tempo è cresciuto fino a diventare essenzialmente un’esplosione di colori, con suoni sempre più particolari e mai noiosi, qualitativamente degni di rappresentare un passaggio inatteso verso altri mondi, inattesi, rumorosi e armonicamente perfetti.

Negli ultimi giorni ho letto diversi articoli che parlano del nuovo album, Masseducation, e non posso fare altro che accodarmi a tutti coloro che tessono le lodi di Annie parlando del disco della maturità o quantomeno dell’ennesima prova positiva della sua fervida fantasia musicale. Lasciata da parte la storia d’amore con Cara Delevingne, che, per quanto fugace, ha sicuramente rappresentato un momento importante nella memoria dell’artista, pianto abbastanza per la morte di Bowie e degli Spiders from mars, Masseducation diventa simbolo della rinascita, sofferta, ma bellissima, di una nuova St.Vincent, più colorata, più pop, più perfettamente adeguata con il sistema.

Attenzione però, perché essere adeguati significa sapersi bene incuneare nelle trame di un mondo perfettibile e conoscibile che in questo caso viene giudicato per quello che è e per quello che ha rappresentato per anni agli occhi di una donna che non hai mai fatto mistero di aspirare alla completa sublimazione degli intenti armonici e lirici in una pangea di colori e suoni che superi l’idea artisticamente coeva di mondo e di essere umano.

I vocalizzi di Young Lover sono tra le vette più alte mai raggiunte dall’estensione vocale di Annie Clark, sono splendidi e sofferti, quasi insopportabili, associati ad un ritmo elettronico che sembra più una cavalcata elettronica verso un amante in fuga che una corsa verso l’ignoto futuristico come nella precedente Fear The Future.

New York, di tutte le ballad composte da inizio carriera è una delle più tragicamente riuscite. È commovente, spiazzante, anch’essa perfetta nella sua asettica struttura elettronica, delicatamente pop:

New York isn’t New York
Without you, love
So far in a few blocks
To be so low
And if I call you from First Avenue
Where you’re the only motherfucker in the city
Who can handle me […]

I have lost a hero
I have lost a friend
But for you, darling
I’d do it all again…

Tra i brani più interessanti, e pensato come secondo singolo, Los Ageless è forse quello più vicino all’album precedente, ammiccante e senza dubbio costruito sopra un testo ironico e pungente, due qualità autoriali che Annie sa sfruttare al meglio, in ogni quando e in ogni dove, come ad analizzare argutamente e sofisticatamente i passaggi chiave del mondo moderno e della società globale dei consumi.

st Vincent 2014

Le altre canzoni beh…sono tutte ascoltabili ed imputabili di assuefazione, da brani più riflessivi come Happy Birthady Johnny e Slow Disco alla energizzante avventura pop di Masseduction, che dà il titolo al disco.

E se poi è vero che ormai è praticamente impossibile vivere senza costruire attorno ad ogni disco un mondo in cui muoversi a livello artistico come fiere nel territorio delle prede, ciò che St. Vincent ha creato una bellissima e colorata atmosfera tratteggiata dal ritmo serrato di Sugarboy e cesellata dai richiami acustici di New York.

Tutto sembra essere perfetto. Ed in un certo senso, lo è.

St.Vicent -Masseducation
Ciò che St. Vincent ha creato una bellissima e colorata atmosfera tratteggiata dal ritmo serrato di Sugarboy e cesellata dai richiami acustici di New York.
MUSICA80
PASSIONE100
POESIA 100
COINVOLGIMENTO100

Scritto da Diego

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Giornalista, redattore, tuttofare. Mi piacciono i dischi, le foto, i registi, i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti.

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