Io e Sharon Van Etten

La voce di Sharon Van Etten è bella perché ricorda le intonazioni di molte altre, le semplifica, le corregge e talvolta le ripulisce da tutte gli accenti più aberranti che da una folksinger si vorrebbero ascoltare.

Are We There non è il primo disco di Sharon, ma in esso partecipano voci bellissime come quella di Torres, Shearwater, Lower Dens. La sua voce però è come sempre al di là di ogni definizione, anche di quelle più compiacenti. Continue Reading

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Io e le Haim

Ok, lo ammetto mi capita spesso di innamorarmi di una band o di un’artista e focalizzarmi per settimane fino alla nausea cercando di ascoltare il più possibile, nella maggior parte di versioni possibili, nel minor tempo possibile. È come se avessi una fame insaziabile di capire a fondo la vita artistica di qualcuno che subito mi ha fatto un’ottima impressione. Continue Reading

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Io e Annie Clark

Ho ascoltato questo brano in auto mentre tornavo a casa. Ho immaginato che ogni cosa fosse diversa da come è adesso.
Parcheggiare, salire le scale, trovare la luce accesa. Mi sono fermato a comprare qualcosa da bere, un’acqua tonica va benissimo. Poi ho ripreso con lo stereo che parlava di questo e di quello, delle stelle, di un arrangiamento così sapientemente strutturato da fare invidia a tantissimi altri autori. Sono dei giorni che ascolto Annie Clark e sono ossessionato dalla sua voce, tanto che di notte mi sembra di sognare sulla musica dei suoi dischi, ammaliato a dir poco. Continue Reading

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Oggi

A volte mi piacerebbe scrivere canzoni dedicate alla pioggia, l’espressione più bella della natura. È come se cadessero piccoli pezzi di cielo, umidi, delicati, arrabbiati, a volte irriverenti come piccoli aghi, a volte dolci come piccole ali che si posano su di noi. Le inafferrabili leggi della meccanica dei fluidi, le deliziose rime dei poeti decadenti, i Beatles, il metallo, comprendono la pioggia come un’anima singolare. E deliziosa.

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Che cosa sono le nuvole

So che ci sei ma ancora non sei arrivata.
E con la tua mano così piccola stringi lievemente un dito della mia, enorme, confronto alle tue, alla tua testa, al tuo corpo così inerme e pacifico. Continue Reading

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Parole

Che cos’hanno di speciale le parole?

Mi ricordo le lunghe estati di quando ero bambino, di quando a 4 anni cercavo di capire questo meraviglioso mondo fatto di disegni messi in fila appositamente per raccontare storie che mi sorprendevano ogni volta. Mi ricordo mia madre che iniziò a farmi scrivere le lettere, in stampatello, in corsivo, una dopo l’altra. E io ero felicissimo di poter “fare” come i libri, anche solo copiando qualche frase, qualche titolo, colorando attorno disegni dalle forme bislacche, andando sempre fuori dai margini. Continue Reading

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