Il libro del mare, freddo e profondo

Il mare è freddo e profondo intorno alle isole Lofoten, nelle sue profondità vive il grande squalo della Groenlandia, il più longevo invertebrato del pianeta. Stroksnes racconta la storia di due amici su un gommone che partono alla caccia di questo strano e vorace abitante dei fiordi e lo fa inserendo nella storia bellissimi approfondimenti di storia, scienze, poesia dell’universo marino, dalle leggende alla biologia, alle esplorazioni. Continue Reading

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Umami, il sapore nascosto della vita

Umami è il romanzo d’esordio di Lana Jufresa ed è scritto in un modo delizioso. È una storia corale, di più voci, di chi abita a Villa Campanario vicino a Città del Messico. Ognuno dei vari personaggi racconta un po’ della propria esperienza di vita, e ognuno lo fa dalla propria casa che prende il nome da uno dei sapori che la nostra lingua riesce a percepire: acido, amaro, salato, dolce…e umami. Incontiamo Marina, una pittrice che, oltre ad avere disturbi alimentari, lotta per costruire il proprio futuro; scopriamo la storia di Beto e Pina, rimasti soli dopo l’abbandono di Chela (Moglie e madre); abbiamo poi Ana e la sua famiglia, distrutta dalla morte della piccola Luz, di soli 5 anni; il dottor Semitiel uno dei maggiori esperti di milpa, amaranto e umami in Messico, che ricostruisce la sua dolorosa e struggente storia d’amore con la defunta moglie Noelia.

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Un viaggio nella “nostra casa” di Bov Bjerg

Frieder è uno del gruppo che ha tentato il suicidio, ma ha degli amici che sono convinti di volerlo salvare e riportare ad amare la vita. O almeno, ci provano. Insomma, Vera, Pauline, Cãcilia e Harry vogliono mettercela tutta per poter finalmente vivere e crescere senza mai annoiarsi e lo fanno andando ad abitare tutti insieme in una fattoria. Siamo negli anni ’80 e questa, in Germania, sembra solo una piccola parte delle tante possibilità che il futuro aprirà a chiunque.

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#EcoDeiLibri – La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin di Enrico Ianniello

“In principio era il Fischio,
e il fischio era presso Dio
e il fischio era Dio.”

Con La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, Enrico Ianniello si affaccia alla narrativa contemporanea e conquista critica e pubblico vincendo il Campiello Opera Prima entrando anche tra i finalisti del Premio Bancarella 2015. La storia di Isidoro Sifflotin è un romanzo che parla di comunicazione, ma non di parole, quanto di fischi, come quelli degli uccelli.

Il giovane protagonista è un bambino che porta un nome che descrive la sua stessa particolarità: parlare con gli amici pennuti che volano in cielo (sifflotin in francese: fischiare) e intavolare con loro degli interessanti scambi culturali, primo tra tutti con un merlo indiano che ben presto diventerà il suo manager e lo introdurrà all’arte dell'”urlafischio”.

Isidoro diventerà una celebrità e imparerà ben presto a dover dire addio a tante cose per incontrarne altre, nel bene o nel male:

“La cosa che sapevo fare meglio era urlafischiare, allora mi feci mettere una scala appoggiata alla casa, e me ne andai sul tetto a urlafischiare per me solo, e mentre urlafischiavo mi venne un poco da piangere, perché avevo paura di perdere tutto quello che tenevo, Marella, Alì, il fischio, e più ci pensavo, più fischiavo, melodie bellissime che volavano nel cielo scuro, si rigiravano e poi scappavano verso l’alto, oppure marciavano come i venti soldatini che tenevo in fila sotto al letto, fischi brillanti, fischi scuri, fischi forti, fischi zitti, corti, a scoppio, a tracco e a girandola. E tra qualche mese niente più.”

Enrico Ianniello scrive un romanzo brioso, pieno di vita e capace di commuovere (è ambientato al tempo del terremoto in Irpinia, nel 1980) e comunque sempre avendo presente l’idea di base: qual è la migliore comunicazione che si può stabilire tra esseri viventi? Non è un caso che uno dei capitoli, il decimo della seconda parte, abbia per titolo La raccolta di silenzi: siamo molto avanti nella storia, quello che doveva succedere è successo, gli incontri sono avvenuti, le parole sono state dette e quello che doveva essere visto è stato visto, ma non tutto è avvenuto come lo si immagina. Si può benissimo vedere una città pur essendo ciechi e si può raccontare quello che si vede anche solo modulando dei fischi, cantando l’amore.

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Perché rileggere i classici?

“Perché si configurano come equivalenti all’universo, ai pari dei talismani”, scriveva Calvino

Che cosa ci porta a scrivere? Io non so cosa rispondere. Sarebbe facile dire che è un qualcosa di innato. Però insomma, mica è possibile farti venire voglia di star lì a pensare e poi a prendere la penna (o la tastiera) e buttare giù qualcosa. Io ho riscoperto da qualche settimana la bellezza di rileggere “i classici” e i loro elementi paratestuali più prominenti come la biografia, la storia, la geografia di una vita, tutte cose che mi hanno spinto a scrivere un po’ di più, giornalmente, occupandomi un po’ di tutto con un buon libro di Jack London sulla scrivania.

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Parte l’avventura di Fulmine, romanzo partigiano

L’8 settembre, anniversario dell’armistizio di Cassibile, è partito il crowdfunding per il libro “Fulmine è oltre il ponte“, vite appese al di là della Linea Gotica, un progetto coprodotto con la Marotta&Cafiero editori, storica casa editrice partenopea rilevata nel 2010 da Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo, dell’associazione Vo.di.Sca. (Voci di Scampia).
5 settembre ’43. Ciro ha vent’anni, è in guerra. Il suo plotone riceve l’ordine insensato di far saltare in aria un convoglio di munizioni, appena consegnato in una polveriera vicino al Brennero. Dopo averlo eseguito, i comandi dell’esercito sembrano disciogliersi come neve al sole, e si trova senza ordini, ignaro di ciò che sta accadendo, sbandato. Inizia l’odissea di un soldato senza esercito.
Dopo un lungo e rocambolesco viaggio riesce a tornare a casa, in un paesino in provincia della Spezia ma, nonostante l’armistizio, la guerra non è per nulla terminata. I tedeschi sono ovunque, i fascisti si riorganizzano. Ritrova i suoi amici d’infanzia e, con l’aiuto di un ex ufficiale dell’esercito e del prete del paese, trafugano le armi abbandonate da un reparto di alpini, nascondendole tra i boschi. Iniziano ad organizzarsi, clandestinamente, tra pericoli e difficoltà.
Sabotaggi, travestimenti, rastrellamenti, combattimenti, agguati e guasconate si intrecciano nelle sue storie, i cui protagonisti sono ingranaggi della Storia, che con il suo incedere stritola uomini e donne, ma che senza quegli ingranaggi non sarebbe Storia. Tedeschi e fascisti li chiamano banditi, loro giurano di essere patrioti ribelli, e Ciro diventa il partigiano Fulmine.

Fulmine è oltre il ponte” sono i racconti di un nonno, dei suoi compagni, dei suoi cari, di chi ha vissuto in prima persona la lotta partigiana, tra i boschi e le valli ai margini della Linea Gotica, ascoltati sulle sue ginocchia e ripetuti fino alla memoria, davanti al focolare. Storie in cui si racconta del popolo e non dei re, dei soldati e non dei generali, dove i fatti realmente accaduti si fondono con il romanzo delle emozioni evocate, tra paesaggi e sentimenti, cadenzata dai versi di Italo Calvino: “Non è detto che fossimo santi, l’eroismo non è sovrumano. Corri, abbassati, dai balza avanti! ogni passo che fai non è vano”.
Dallo sbandamento alla lotta armata fino alla Liberazione, passando per i dolorosi eventi che segnano irrimediabilmente la vita dei protagonisti. La storia di Fulmine è curata da una ricerca storiografica ed archivistica che approfondisce le preziose testimonianze di un’esperienza vissuta con un briciolo di inconsapevolezza ma con la coscienza di essere dalla parte giusta, vivendo eventi che hanno coinvolto non solo chi combatteva la Resistenza, ma tutti coloro i quali hanno scelto dove stare vivendo fino in fondo quella scelta.
Una romanzo resistente per una casa editrice da anni propone progetti sociali di grande importanza (la Scugnizzeria, Made in Scampia, ecc) ed una politica editoriale che punta su libri stampati con carta riciclata al 100% (Certificata da Der Blaue Engel ed EU Ecolabel), con inchiostri senza piombo a base vegetale e acquosa, rilegati con colle senza plastificanti ed utilizzando “font” ecologico (risparmiando oltre il 30% d’inchiostro), rilasciati con licenza Creative Commons 3.0 (il contenuto di tutti i libri può essere utilizzata a scopo didattico interamente) e sono prodotti attraverso un sistema di crowdfunding, ovvero attraverso una raccolta fondi attraverso il sito www.marottacafiero.it (Libri dal basso).

L’autore

William Domenichini, nato nel 1978, dipendente di azienda. Da anni è impegnato da anni nell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con cui ha sviluppato progetti storico-culturali con le scuole, sulla memoria partigiana, per la redazione del Calendario celebrativo del 70° anniversario della Liberazione, e con l’Associazione Storico Culturale Stella Tricolore, contribuendo a realizzare il docufilm “La battaglia dei Casoni”. Una passione per la storia della Resistenza che si incontra con quello della scrittura, maturata in tanti anni di militanza nella rivista Informazione Sostenibile, e con l’esperienza del libro/dossier sugli abbandoni delle aree militari “Riconversioni urbane” (!Rebeldia Edizioni).

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EcoDeiLibri – L’Arminuta di Donatella di Pietrantonio

Lei è un’adolescente che “torna” a vivere in una casa che non è la sua, in una famiglia che non ha mai conosciuto e che dovrà ben presto iniziare a considerare come unico nucleo di riferimento. Ad aspettarla, al suo arrivo, c’è Adriana, con gli occhi stropicciati e le trecce sfatte, non si sono mai viste prima, ma da quel momento diventano sorelle.
L’arminuta inizia così, con una ragazzina che improvvisamente lascia la sua famiglia, i suoi amici, i suoi genitori e si trova a dover vivere in un piccolo paesino abruzzese, dove i suoi nuovi compagni di scuola la chiamano proprio così: l’arminuta, la ritornata.
La nuova vita nel paese è totalmente diversa, la casa è piccola e gli abitanti sono troppi, tra fratelli, pochi soldi e poco cibo da mettere in tavola. L’unica a fare compagnia e a dimostrare affetto sembra essere Adriana, con cui la protagonista divide il letto, che ogni notte la sorellina bagna di pipì. E poi c’è Vincenzo, il fratello più grande, che guarda la nuova sorella come una donna già compiuta. È dai suoi occhi e dalla sua conoscenza che inizia un percorso di cambiamento, dalla vecchia alla nuova vita, sino ad un corso totalmente inatteso.
Donatella Di Pietrantonio, dopo due romanzi, torna con una bellissima storia di formazione tra la ruvidità della vita in un piccolo paese dell’Abruzzo e quella più agiata di una città di mare, in cui la differenza delle case e delle famiglie rispecchia la difficile crescita interiore di una ragazzina nel pieno dell’adolescenza. L’arminuta – non sarà mai fatto il suo vero nome – si trova a metà tra una famiglia che l’ha sempre voluta con sé e una in cui si è trovata all’improvviso. Il motivo sarà lo scioglimento finale del romanzo e segnerà un punto importante nella crescita stessa della protagonista che si troverà a capire il perché di tutta la sua storia. Alla fine scoprirà di amare per davvero Adriana, che in breve tempo è diventata per lei molto di più che una sorella.
Con una scrittura asciutta e scorrevole, la scrittrice ha dato vita ad una storia semplice nel suo svolgimento ma indagatrice dei sentimenti adolescenziali e del significato della figura materna, con un personaggio, Adriana, adorabile sin dal primo attimo in cui spunta nel romanzo.
Da leggere e innamorarsene.

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5 libri per le vacanze

State per andare in ferie e volete rilassarvi leggendo qualcosa in spiaggia o in montagna? Niente paura ci pensiamo noi con 5 consigli tra le letture che più ci hanno incuriosito quest’estate. Ecco i libri da portare con voi!

1. Exit West di Moshid Hamid, Einaudi, 2017. “In una città traboccante di rifugiati ma ancora perlopiú in pace, o almeno non del tutto in guerra, un giovane uomo incontrò una giovane donna in un’aula scolastica e non le parlò”. Saeed è timido, ma è attratto dalla sensuale Nadia e sebbene sia conscio di volerle parlare non riesce a trovare la forza per farlo. La guerra però sta divorando la loro città e quello che diventerà il loro amore sarà costretto a sopravvivere a bombe e rappresaglie. Sopravvivere sembra impossibile ma qualcuno li informa che esistono delle porte misteriose che, una volta attraversate, rischiando la vita, portano da un’altra parte. Nadia e Saeed iniziano così il loro viaggio da cui scopriranno molto di più su loro stessi, sulle loro paure e la loro indole. Riusciranno mai a tornare nella loro città? E soprattutto ci torneranno davvero? Hamid in questo romanzo si fa interprete della difficile condizione umana ai tempi della guerra, in un posto non troppo lontano, in cui l’amore, la famiglia e i sentimenti vengono amplificati interiormente come il frastuono delle bombe.

2. Il libro del mare o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone sul vasto mare di Morten A. Stroksnes, Iperborea, 2017. Il mare è freddo e profondo intorno alle isole Lofoten, nelle sue profondità vive il grande squalo della Groenlandia, il più longevo invertebrato del pianeta. Stroknsnes racconta la storia di due amici su un gommone che partono alla caccia di questo strano e vorace abitante dei fiordi e lo fa inserendo nella storia bellissimi approfondimenti di storia, scienze, poesia dell’universo marino, dalle leggende alla biologia, alle esplorazioni. Il viaggio alla ricerca dello squalo è anche un richiamo alla marina “tauromachia” su cui si riflette la storia dell’uomo, che dopo centinaia di anni e di scoperte ancora si ritrova piccolo e timoroso davanti ad un mostro marino. Un libro per tutti, che riesce a sorprendere pagina dopo pagina e ci mette di fronte alla grandezza del mare contro cui l’uomo non ha ancora saputo del tutto misurarsi.

3. UmamiLaia Jufresa, Sur, 2017. Umami è il romanzo d’esordio di Lana Jufresa ed è scritto in un modo delizioso. È una storia corale, di più voci, di chi abita a Villa Campanario. Ognuno dei vari personaggi racconta un po’ della propria esperienza di vita, e ognuno lo fa dalla propria casa che prende il nome da uno dei sapori che la nostra lingua riesce a percepire: acido, amaro, salato, dolce…e umami. Incontiamo Marina, una pittrice che, oltre ad avere disturbi alimentari, lotta per costruire il proprio futuro; scopriamo la storia di Beto e Pina, rimasti soli dopo l’abbandono di Chela (Moglie e madre); abbiamo poi Ana e la sua famiglia, distrutta dalla morte della piccola Luz, di soli 5 anni; il dottor Semitiel uno dei maggiori esperti di milpa, amaranto e umami in Messico, che ricostruisce la sua dolorosa e struggente storia d’amore con la defunta moglie Noelia.

4. La nostra casa, Bob Bjerg, Keller editore, 2017. Höppner, Vera, Pauline, Cäcilia, Harry sono un gruppo di amici con una promessa: la loro vita non sarebbe stata un semplice avvicendarsi di scuola-lavoro-morte. Per questo motivo e per proteggere chi fra loro – Frieder – ha tentato il suicidio, decidono di andare ad abitare tutti insieme in una ex fattoria. Una casa in cui vivere senza adulti, un luogo condiviso nella Germania degli anni Ottanta che battezzano Auerhaus – storpiatura tedesca della canzone dei Madness Our House. La loro nuova dimora è fatta di tante piccole cose che la rendono sempre più singolare e abitabile con le colazioni tutti assieme, la scuola, i furti, il vino e il tzatziki, offrire conforto a Frieder è uno dei collanti della vita nella Auerhaus. Chi non vorrebbe far parte di quella casa? Bob Bjerg la racconta con un trasporto ed un’emozione che intrattengono il lettore sino all’ultima pagina.

5. Postwar. La nostra storia 1945-2005”, Tony Judt, Laterza,2017. Tony Judt è stato uno degli storici più importanti degli ultimi 50 anni, corrispondente dagli Stati Uniti per la British Academy, ha ricostruito con una tecnica narrativa stimolante e una memoria storica inossidabile 60 anni della storia europea in cui si è passati da un disastroso dopoguerra alla forma attuale dell’Europa Unita. Secondo Judt non si può considerare il periodo dopo la Seconda Guerra Mondiale come l’inizio di una nuova epoca, bensì come “l’avvio di una fase di transizione durata per oltre mezzo secolo”. Incontriamo così gli eventi successivi alla rivolta ungherese, la primavera di Praga, la caduta dell’Urss e l’odio etnico nella ex-Jugoslavia e dall’altra parte dobbiamo confrontarci con il piano Marshall, le dittature fasciste di Franco e Salazar, la decolonizzazione, l’immigrazione, il ’68 e il pontificato di Papa Woytila. Ma insieme Tony Judt ci fa considerare l’esperienza delle mode giovanili, del boom economico, del movimento femminista, del neorealismo italiano, dei Beatles e di tante piccole rinascite. Arriviamo di fronte ad un affresco decisamente epico, ricco di dettagli che ha l’intento di “far conoscere” per spronare i lettori ad avere fiducia nel futuro dell’Europa.

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