Il primo libro di Cara Delevingne: Mirror mirror

Cara Delevigne - Mirror Mirror
Cara Delevingne è la donna più bella del mondo. Credo. Ma comunque ha anche tante altre qualità, come saper suonare, cantare e scrivere.
Quest’anno ha pubblicato il suo primo libro, una storia per Young adult che non brilla certo per originalità, ma che racconta benissimo il disagio dei giovani emancipati di oggi al suono delle band della scuola e al ritmo dei social network.

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Revolutionary Road, un capolavoro americano

Revolutionary Road

In molti mi avevano consigliato di leggere Revolutionary Road di Richard Yates. Ho sempre rimandato, dando per assodato che sarà sicuramente una buona lettura, da intraprendere poi, d’estate, nei periodi di svago e di più libertà.
Poi ho visto la nuova edizione del libro allo stand della Minimum Fax al Pisa Book Festival e mi sono destato dal mio torpore letterario acquistando a scatola chiusa proprio questo romanzo assieme ad una raccolta di racconti dello stesso autore intitolata 11 solitudini che però, al momento, giace ancora nella mia libreria in attesa di essere sfogliata. Continue Reading

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Norwegian wood, la difficoltà della crescita

Leggere Haruki Murakami è come addentrarsi in una profonda ed intima dimensione in cui il lettore diventa piano piano una sola cosa con il protagonista, sino a condividerne le paure e le emozioni.
Accade con diversi libri di uno dei grandi autori giapponesi di sempre e ancor più in uno dei suoi maggiori successi letterari, Norwegian Wood, da molti considerato come il manifesto della sua poetica e della sua tecnica narrativa. Continue Reading

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Il Pisa Book Festival 2017

Pisa Book Festival è bellissimo. Non lo dico perché son toscano e le cose che fan qui mi piacciono tutte, ma perché credo che per un lettore appassionato, affamato di pagine, trovare solidarietà da acquisti compulsivi in altrettanti esseri animati sia meraviglioso. È febbricitante l’attesa in coda, il suono del biglietto che si strappa, il vociare intenso e corposo degli stand degli editori indipendenti. È corroborante.

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Racconto #1 di come Paolo scelse di diventare scrittore

Storia.
Paolo ha da poco passato i trent’anni. In modo comico, onesto e sempre attratto da tutto ciò che non può raggiungere, sia un soffice crine di biondo profumo che una gloria letteraria che ancora non ha capito come riuscire a fare arrivare. Sua madre ha sempre creduto in lui, da quando conservava i pensierini delle elementari e i temi delle superiori come oggetti antropologici, degni di un museo o di una galleria d’arte moderna. Con quella grafia, sghemba e tremolante, aveva scritto ben più di 4 romanzi e qualche poesia, una sterminata mole di racconti da fare invidia a qualsiasi prolifico scrittore da Jack London ai profeti russi.

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Il Natale era Chiara…

No, non lo avrei mai detto. Ci ho pure perso dei mesi a pensare se valesse la pena leggerlo o meno. Me ne sono innamorato. Parlo del primo libro di Chiara Francini, attrice bravissima (opinione personale) e bellissima che ha sempre saputo come bucare lo schermo ed ha deciso di cimentarsi in una prova narrativa che, almeno a me, ha lasciato davvero sorpreso. Continue Reading

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Ho letto Exit West di Mohsin Hamid

E ho deciso che mi meraviglierò più spesso dell’assenza delle frontiere nei romanzi

Oggi non scrivo. Lo dico mentre ancora non capisco se sono sveglio o meno. Potrei anche decidere di soprassedere alla liberatoria cartella di pensieri in libertà e dedicarmi alla lettura degli editoriali. Il problema è un altro, non riesco mai a dire di no ad un testo in cui posso parlare di idee e sensazioni, lontano dai fatti e meno legato al manierismo da redazione. “Devi riuscire a capire subito qual è la notizia”, mi dissero appena iniziai a diventare giornalista. A volte si tratta di scrivere bene di un incontro, altre significa dover dire che non c’è stato proprio niente, nessun uomo e nessun incontro, perché l’assenza o la negazione di una presenza di per sé costituiscono i presupposti o la genesi di un racconto. È una regola che ti impone di scrivere sempre. Ma io oggi non scrivo. Lo confermo. Continue Reading

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Sapiens, da uomini a dei

“All’inizio l’Homo Sapiens non era un vincente, quando si affacciò per la prima volta in Medio Oriente venne sconfitto e dovette tornare indietro in Africa ma poi sviluppò la capacità di operare assieme, in gruppo, e prevalse velocemente sulle altre cinque specie umane esistenti”. Così Yuval Noah Harari introduce a Maurizio Molinari de La Stampa il suo testo uscito inizialmente 6 anni fa e diventato ben presto un best seller, tradotto in più di 30 lingue nel mondo. Continue Reading

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