Che hanno di strano gli occhi di Lauren Mayberry?

Che hanno di strano gli occhi di Lauren Mayberry?
Sono gli stessi della ragazzina che questa mattina ho scontrato salendo sull’autobus. Azzurri, nocciola, indaco, castani?
Sono arrivato a casa e ho acceso lo stereo. Mi piace quando riesco a sdraiarmi sul letto e a lasciare aperta la porta che dà sul terrazzo. Entra l’aria fresca di aprile e sa di primavera, oggi c’erano 20 gradi e nonostante qualche nuvola, è stata una giornata decisamente soleggiata. Ho ascoltato i CHVRCHES mentre stavo per andare in ufficio e ho pensato agli occhi di Lauren Mayberry.
Sono gli stessi di una donna, di una che fa il mio stesso lavoro, che scrive, racconta, immagina, costruisce.
Ho posato la borsa ed ho acceso il mio iMac, era con gli stessi programmi di venerdì, mi ero dimenticato di spegnerlo.

Il primo disco dei CHVRCHES è bello, l’ho pensato dalla prima volta in cui l’ho ascoltato sul treno per Milano. Nei dintorni di Piacenza, Empty Threat ha illuminato la campagna, padana. A Lodi avevo già voglia di riascoltarlo, daccapo.

Gli occhi di Lauren Mayberry hanno la trama di un caleidoscopico damascato a trame scozzesi. E il contorno di gioielli. Non è il modo in cui ti guarda, quanto la dolcezza con cui osserva, la cura dei dettagli in una malcelata ingenuità, la serenità dietro uno sguardo fugace, da cantante del nord, quasi trentenne.

lauren_mayberry_chvrches_by_lukefinch-d7u2pjnMetterei la canzonenumerosette a ripetizione almeno 20 volte al giorno. Ed ogni volta immaginerei gli occhi di Lauren Mayberry, gli stessi della ragazza che scendeva dal bus parlando al telefono. Quelli di una mia compagna di università che ora scrive a Berlino per il Mitte. Quelli della protagonista di un telefilm, forse Joey in Dawson Creek, o comunque abbastanza dolce, come Bjork agli esordi, o forse meno.

Non lo so, ma se qualcuno mi chiedesse: che hanno di strano gli occhi di Lauren Mayberry? Io direi che forse sono così meravigliosi che parlarne non è abbastanza, non è sufficiente. Potrei ascoltare tutti i dischi jazz o alternative di questo mondo e non troverei un suono corrispettivo alla loro luce. Sono così belli che li vedi anche quando indossa gli occhiali da sole.

Scritto da Diego

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Giornalista, redattore, tuttofare. Mi piacciono i dischi, le foto, i registi, i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti.

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