Io, vocina, i leghisti e i fondi europei.

Allora, io ogni tanto ci penso e mi dico “Accidenti io dovrei scrivere almeno una volta cosa ne penso della Lega Nord”. Che è da quando son piccolo che io li vedo in tv questi signori della Lega Nord e dicono sempre cose diverse ma sono sempre arrabbiati. Gridavano sempre, l’idea che mi ero fatto era che questi signori della Lega Nord dovevano sempre gridare. E quando ero piccolo io era di moda, secondo loro, andare a dire che gli italiani del sud, che erano sempre italiani ma un po’ meno italiani perché del sud, erano dei terroni. Come se fosse brutto dire a uno del sud che è un terrone. Poi detto da uno che vive a Bergamo, boh.
E poi io ci ero andato in vacanza al sud e mi sembrava tutto bellissimo, mi ricordo, i trulli, la Puglia, tutto bellissimo e buonissimo, poi ci ero tornato in Sicilia ed era tutto bellissimo e buonissimo e pieno di storia, con la valle dei Templi, Monreale, Siracusa, Catania, e c’era sempre sto tizio della Lega che diceva in tv “maledetti terroni”, che a me mi stava un po’ sulle scatole, sempre arrabbiato a dire “maledetti terroni”. E che palle! Ogni cosa la colpa era dei terroni, poi degli albanesi, poi degli altri. Poi persino D’Alema una volta ha detto “La Lega è una costola della sinistra” mettendo in dubbio il mio essere di sinistra a 13 anni. Era appena caduto il muro di Berlino e tu D’Alema mi dai sta mazzata tra capo e collo? La lega è una costola della sinistra, mi sentivo ripetere, la Lega è una costola della sinistra, la Lega, Diego, è una costola della sinistra. Cioè io pensavo a quando ero atterrato all’aeroporto di Palermo che ho detto “qui atterriamo nel mare” e ho pensato che la Sicilia fosse meravigliosa già per come ci dava il benvenuto e ‘sto scemo alle spalle “La Lega è una costola della Sinistra, maledetti terroni”.

Per fortuna che poi da essere poco di moda i terroni sono diventati di moda. Perché prima i leghisti dicevano “Prima il nord!” e ora dicono “Prima l’Italia (compresi i terroni)”. Cioè tanto coerenti che prima dicevano che gli albanesi erano delle merde e poi ci hanno comprato la laurea del figlio del loro capo in Albania e allora andava bene l’Albania, poi dicevano che gli africani sono un po’ stronzi e ci hanno fatto del casino con dei diamanti in africa, coi soldi che non eran loro, han detto “prendiamo dei diamanti”, che tanto gli africani sono cattivi.
Nel frattempo io posso dire che con la Lega ci son cresciuto perché come diceva D’Alema, la Lega è una costola della sinistra e io in effetti, me la sentivo che mi punzecchiava proprio alle costole, come un vuoto, come se mi mancasse un organo, io sentivo che non c’era dentro di me, come quando ti tolgono un qualcosa di corposo, tipo un cancro, per usare parole forti, dentro me la Lega non c’era. E all’università io praticamente mi sono fatto quasi tutti gli amici che erano terroni. Chissà cosa penserebbe Bossi o Maroni o Miglio di questi terroni, pensavo. E riflettevo “Che ganzi i salentini coi loro tamburelli, se dovessi rinascere io vorrei essere salentino e portarmi la Puglia del cuore assieme al tamburello e fare ritmo dappertutto come Caparezza e la notte della taranta”, poi ci ho avuto anche un compare che era siciliano e che è diventato il mio compare e che un giorno mi fa “devi provare il panino ca’ meusa” e siamo andati da ‘Zu Totò e abbiam provato il panino ca’meusa che era buonissimo e anche con le panelle e io ho pensato che se dovessi rinascere io vorrei essere siciliano e portarmi a scuola il panino ca’meusa, un po’ pesantino a ricreazione ma buono, buonissimo, il panino ca’meusa. Poi in casa, come coinquilini io praticamente c’avevo i siciliani che si facevano mandare i pacchi con dentro qualsiasi cosa, coi sughi fatti in migliaia di modi diversi, le olive, il pane, i cuori e la nostalgia del sud. Io con alcuni di loro ci sono stato così bene che mi sentivo anche un pochino io del sud, tanto che ormai usavo le parole in gergo che usavano loro, in Calabria, in Puglia, in Campania, in Sardegna no perché dice che i sardi sono sardi non terroni, e in effetti è vero, i sardi sono sardi.

Io insomma non so se si è capito ma io vorrei essere un terrone, dico, mi piace tantissimo, anche se ‘sto scemo della Lega (che è una costola della Sinistra) continuava a dire “Prima il nord”, al sud hanno solo la mafia, i rifiuti, la malavita, le pistole, la droga, gli albanesi, gli africani, ecc. diceva poi “perché la Legaaaaaa” e noi tutti “eh, dicci, cosa c’ha la Lega?”, e lui: “La Lega ce l’ha duroooooo”. Ah ecco, pensavo io, d’altronde è una costola della sinistra.

Poi un giorno capita che nel mondo iniziano a scoppiare un po’ di guerre. Sarà mica colpa dei terroni e degli albanesi? Insomma scoppia la primavera araba, che detta così ha un nome bellissimo che profuma di gelsomino e correnti del golfo persico, ma non solo, nella zona del medioriente torna ad esserci un sacco di polvere da sparo, in Siria, poi inizia l’avanzata dell’Isis, dice, che accidenti era anche il nome di una maga di Parma che dopo che sono scoppiati queste guerre ha pensato di cambiare nome e ora non so come si chiami. Insomma oltre alle guerre in Africa, ci si mette anche la Siria, la Libia, la Tunisia, l’Egitto, e quindi questa povera gente, che ha perso la casa, la mamma, la sorella, la città, praticamente tutto, guarda un po’ a nord e spera di scappare e arrivare a ricostruire una vita. Ed ecco questa gente, che ha un nome, cioè rifiugiati, ecco questa gente adesso io pensavo, sicuramente l’Europa li aiuterà, non li fermerà alle frontiere, ecco no, invece la storia è andata un po’ diversa, comunque ecco, questa gente che gli han bombardato la casa, la famiglia, il gatto, che hanno attraversato il Mediterraneo sopra una barchetta sgarrupata rischiando di morirci dentro come topi, ripeto come topi, o a limite affogare, ecco questa gente, che collettivamente si chiamano rifugiati, la Lega ha detto: fermiamoli che sono tanti, ci invadono e sono anche un po’ stronzi. E io che pensavo che la Lega fosse una costola della sinistra! Insomma io prima di Matteo Salvini pensavo, ecco lo dico, che quelli della Lega fossero tutti dei deficienti. Ma non generalizzare Diego, non sono mica tutti così, mi diceva una vocina nella testa. Poi pensavo a un leghista di Parma, tal Fabio Ranieri che aveva messo su Facebook una foto di Cecile Kyenge con la faccia da scimmia e si era beccato 150mila euro di multa, si era difeso dicendo che ai leghisti dicono di peggio, tipo che son dei bovari. Ma per piacere, i bovari sono persone per bene, pensavo. I bovari. I Madame Bovari.

Ma dov’eravamo rimasti? Ah si, insomma c’è la guerra, arrivano i rifugiati e i leghisti iniziano a recitare, farfugliare diciamo, un nuovo slogan: “Prima gli italiani”. Che la prima volta che l’ho sentito ho persino esultato perché dopo vent’anni di incomprensioni anche la Lega aveva capito che dal 1871 l’Italia era una sola. Prima gli italiani! “Fecchia, primo bastione della squadrazza “Chiurlo”; Santodio, il borghese che si fe’ soldato benché figlio di industriale multimigliaiaio al mese; Freghieri, temprato come un blocco fuso, pralinato d’acciaio; Pini, il cui sguardo ha sciolto i cuori di tante sognanti fanciulle; e infine Barbagli, devoto molto più al Duce che alla sua stessa madre, la quale caldamente lo ricambia.”. Commovente. Poi insomma sto slogan del “Prima gli italiani” è degenerato, io penso, in un generico “Aiutiamoli a casa loro”. Che mi ha subito fatto pensare “Quale casa, se la casa non ce l’hanno più”?, non importa dicono i leghisti, qui siamo tutti poveri, aiutiamoli in mare! Ma come si fa in mare? Pensavo. Facile, disse un giorno (20 agosto 2015) Matteo Salvini, usiamo le piattaforme dell’Eni in disuso. Ma in mare? Sì, le rimettiamo a posto e ci identifichiamo quegli africani. Eh potrebbe essere un’idea. Ma non tutti, dice Salvini, solo i cristiani! Ma porca vacca Matteo, quelli che scappano sono quasi tutti islamici, li buttiamo a mare? ma poi li teniamo lì sei mesi per identificarli non ci stanno tutti. E allora li aiutiamo a casa loro! Ma se la casa non ce l’hanno più, come faccio a fartelo capire?!? Se sono dei veri uomini restano combattere invece di venire in Italia. A questo punto io vorrei approfondire con Matteo il discorso del venire in Italia, dei trattati di Dublino, dei flussi migratori, della meravigliosità di un mondo multiculturale, ma sento la vocina in sottofondo che mi dice “Prima gli italiani” e io ricordo quando un giorno Salvini scrisse su Facebook che lui non aveva studiato, ma non bisogna mica avere studiato per essere brava gente, non bisogna mica leggere per essere leghisti, e infatti mi è tornato alla mente che Umberto Eco disse proprio “cosa è il leghismo se non la storia di un movimento che non legge?” e d’altronde, direbbe D’Alema, la Lega è una costola della sinistra.

Insomma son qui che rifletto, mentre la gatta sembra morta sul terrazzo, tanto che dico a mamma che prima o poi secondo me la troviamo morta mentre pensiamo che stia dormendo e lei mi dice: “Ma no, a lei piace stare così”. A me sembra morta. Comunque, ecco io penso che tutti i gatti siano dei profughi, che insomma vengono qui, mangiano a sbafo, hanno i 35 euro al giorno, danno fuoco alle chiese, uccidono i vecchi e poi attenzione – come scrive un leghista della zona – i gatti non conoscono le regole della comunicazione perché non sanno, come dice la regola numero uno della comunicazione, che non si replica mai ad una brutta notizia. Ma non basta perché quando vanno in amore i gatti si stuprano tra loro e fanno casino, portano la criminalità. Ma come? dice la vocina. Si si, dico io, se noti al mattino, ci sono solo i gatti in giro che dormono, tra l’altro, pure per strada, guarda, uno schifo, restano lì dalla sera prima e bivaccano, spacciano la droga ai cani che al mattino invece dormono a casa loro, perché loro una casa ce l’hanno e sono degli stronzi i gatti ecco, l’ho detto, tutti sospettosi, guardinghi, PRIMA GLI ITALIANI! dico alla vocina. Ma come possiamo fare? Li aiutiamo a casa loro, i gatti. Ma come? dice la vocina. Sì, come dice Salvini, usiamo le piattaforme dell’Eni in disuso! ancora? dice la vocina. Sì, le rimettiamo a posto coi bandi europei e ci aiutiamo i gatti in difficoltà. Ma come, in mezzo al mare? Sì, come i Marò! E le foibe? Ma cosa c’entrano le foibe adesso? dico io. Mi ero fatta prendere dagli slogan, dice la vocina. Ah ecco. Facciamo i centri di identificazione e prima accoglienza per i gatti quindi. Sì secondo me andrebbero fatti, prima di entrare nelle case degli italiani dovrebbe essere d’obbligo.

Prima gli italiani! Maledetti albanesi! Terroni! Roma ladrona, la lega non perdona! Perché la legaaaaa ce l’ha…eh dicci, cosa…duroooo. Ah. Io vorrei tanto esprimere la mia idea sulla Lega e sui leghisti, potrei sembrare cattivo e qualunquista, trasformarmi in un leghista qualsiasi, un fascista o magari un ultrà, ma devo andare calmo perché nonostante tutto la Lega è una costola della sinistra e io sono di sinistra. Ma davvero dice la vocina? Si eh, son fatto così. Ma se vuoi mettere i gatti sulle piattaforme dell’Eni…dice la vocina, anche i gatti romeni e i rom e i sinti. Si, anche i gatti d’angora e i siamesi, ma quella è un’altra storia. Comunque ecco io direi che i leghisti non mi stanno nemmeno simpatici. E come mai, chiede la vocina. Perché son furbi, dico, perché son furbi, secondo me tra 20 anni diranno “Abbasso i leghisti” e prenderanno persino qualche “cadrega” in parlamento, se ci sarà ancora. Ma sai io e te cosa diremo vocina? Eh dimmelo! Grideremo: Aiutiamo i leghisti a casa loro! Ma loro ce l’hanno una casa, dice la vocina. Appunto, li dobbiamo aiutare su una piattaforma dell’Eni in disuso. Coi fondi europei? chiede la vocina. Esatto, dico io, coi fondi europei!

Scritto da Diego

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Giornalista, redattore, tuttofare. Mi piacciono i dischi, le foto, i registi, i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti.

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