Archivio per categoria: Recensioni

St. Vincent – Masseduction

Sono davvero tanti anni da quando non ascolto un’artista come Annie Frank. In milioni di ipotesi sarebbe stato difficile pensare di poter collezionare pochi album, così diversi tra loro da riassumere nella loro esistenza una intera carriera musicale. Questo vuol dire avere carattere o forse no, significa...

Lissie – My Wild West

Sono 6 anni che questa brava ragazza scrive della musica davvero interessante. Alcuni hanno ascoltato la sua voce spendendo tempo davanti agli schermi delle loro tv inseguendo le puntate perse di decine di serie tv dal sapore adolescenziale, altri hanno potuto sentirla dietro a produzioni più corpose...

Rhett Miller – The Traveler

Se iniziate ad ascoltare questo disco dalla seconda traccia non potete fare altro che rimanere piacevolmente colpiti. Non che Wanderlust sia una brutta canzone, ma Jules è davvero bellissima, sa di libertà, di giovinezza, è leggera e al tempo stesso sapientemente costruita da mani esperte. E certo,...

Ash – Kablammo!

Di fronte al suono della chitarra di Tim Wheeler, chiunque abbia trascorso un passato negli anni ’90 non può che sentirsi la pelle d’oca sulle braccia e i piedi iniziare a saltare sul pavimento, del tram, dell’ufficio, della propria stanza. Sono passati tanti anni dall’ultimo album “vero”...

Passion Pit – Kindred

L’economia pop di un disco come Kindred sarebbe da considerare materia universitaria in un’ipotetica accademia della musica contemporanea suonata. Passion Pit, il sogno musicale di Michael Angelakos, arriva da Boston con 3 bei dischi e si attesta a diventare un nome importante nel panorama delle 7 note...

The Megaphonic Thrift – Sun Stare Sound

I Megaphonic Thrift hanno, nella loro complessa costruzione, una vera e propria attitudine nel rendere le canzoni che scrivono tutte potenziali hit di sicuro successo in un panorama indie psichedelico che apre le porte al pop. A Bergen, Norvegia, devono esserci pomeriggi molto lunghi e notti freddissime,...

Torres – Sprinter

Mackenzie Scott ha ventiquattro anni e arriva dagli States. Ha i capelli chiari, gli occhi azzurri, fissi, che sembrano spalancarsi ogni volta che inizia a cantare. Spalancarsi di luce e di rabbia, come a voler raccontare storie con uno sguardo che sa di fulmine e cascate, e...

Muse – Drones

La voce di Matthew Bellamy mi piaceva tantissimo. E mi piacevano tantissimo i Muse, la loro tecnica, la loro abilità nel costruire dischi mai noiosi e sempre al passo coi “loro” tempi, più avanti degli altri, e più organizzati, sincronizzati, materializzati di tutti. Mi piacevano così tanto...